Aumenta al 26% la tassa sugli affitti brevi: svolta nella legge di Bilancio
Economia

Aumenta al 26% la tassa sugli affitti brevi: svolta nella legge di Bilancio

Voce di Sardegna
Voce di Sardegnalun 20 ott 2025 · 1 min di lettura

La nuova manovra fiscale elimina l’aliquota agevolata del 21% per gli affitti turistici: la cedolare secca sale al 26% per tutti. Confedilizia critica la misura, temendo effetti negativi sul mercato e sugli affitti a lungo termine.

ROMA – La bozza della legge di Bilancio, attesa oggi 20 ottobre in Parlamento, prevede un aumento al 26% della tassazione sugli affitti brevi. La misura interesserà sia i privati che affittano abitazioni o strutture per soggiorni turistici di pochi giorni, sia le agenzie e i portali online che operano come intermediari, segnando un deciso cambiamento rispetto alla normativa precedente. Finora, la cedolare secca applicata ai primi immobili destinati agli affitti turistici era fissata al 21%, almeno per la prima unità locata; con la nuova disposizione, invece, l’imposta salirà al 26% in tutti i casi, senza più differenze in base al numero di appartamenti o alla tipologia del proprietario. Il provvedimento rientra nel piano fiscale della manovra economica da 18,7 miliardi di euro e dovrebbe contribuire a coperture per circa 3,2 miliardi. Non sono mancate le prime reazioni: su X (ex Twitter), il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha espresso perplessità chiedendosi se il Governo ritenga davvero questa la strada giusta per incentivare gli affitti a lungo termine. La misura promette di alimentare il dibattito, in particolare nelle città con forte afflusso turistico, dove le locazioni brevi costituiscono una parte significativa del mercato immobiliare.