Migliaia di palline di plastica sul Poetto: il mistero dei "nurdle" ha una pista americana
Scienza e Ambiente

Migliaia di palline di plastica sul Poetto: il mistero dei "nurdle" ha una pista americana

Voce di Sardegna
Voce di Sardegnamer 15 lug 2026 · 2 min di lettura

Migliaia di minuscole sfere di plastica hanno invaso il bagnasciuga del Poetto di Cagliari, dalla prima alla sesta fermata. La Guardia costiera ha prelevato campioni destinati alle analisi dell'Arpas e informato la magistratura, mentre un sacco da 25 chili trovato alla sesta fermata potrebbe svelare l'origine dei granuli: il marchio è quello della multinazionale americana Dow, il materiale è polietilene ad alta densità.

Sembravano granelli di sabbia un po' troppo regolari. Invece il tappeto bianco comparso su un lungo tratto del Poetto di Cagliari è fatto di plastica: migliaia di minuscole sfere disseminate sul bagnasciuga tra la prima e la sesta fermata, notate da decine di bagnanti insospettiti che hanno fatto scattare le segnalazioni.

La conferma: è materiale plastico

A togliere ogni dubbio è stata la Guardia costiera, che ha raccolto diversi campioni sull'arenile. Ora toccherà ai laboratori dell'Arpas, l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, analizzarli nel dettaglio. Della vicenda è stata informata anche la magistratura.

Le sferette, del diametro di circa 5 millimetri, hanno tutte le caratteristiche dei cosiddetti "nurdle": granuli che l'industria usa come materia prima per produrre oggetti in plastica. Innocui in fabbrica, diventano una minaccia in mare, dove i pesci possono scambiarli per cibo e dove, degradandosi, rilasciano sostanze dannose per l'intero ecosistema marino.

Il sacco da 25 chili trovato alla sesta fermata

La svolta potrebbe arrivare da un ritrovamento casuale. Nei pressi dell'area cani, alla sesta fermata, è spuntato un sacco che potrebbe spiegare l'origine dell'invasione. «L'ho trovato mentre facevo una camminata con un amico, era pieno di queste palline», racconta Marco Fenu.

Secondo le prime informazioni della Guardia costiera, il sacco – 25 chili di peso, logorato dal tempo e dall'acqua – potrebbe essere caduto accidentalmente da una nave. E non è escluso che non sia l'unico: squadre a terra e in mare stanno perlustrando la zona a caccia di altri elementi.

Le scritte sul sacco: una pista che porta negli Stati Uniti

Le indicazioni in inglese stampate sull'involucro sono una vera carta d'identità del carico. Il marchio è quello della Dow, storica multinazionale della chimica nata negli Stati Uniti, mentre la sigla Hdpe sta per "High Density Polyethylene": polietilene ad alta densità, uno dei materiali plastici più diffusi al mondo, alla base di innumerevoli oggetti e confezioni. Il luogo di produzione resta però incerto, perché il colosso ha stabilimenti in tutto il pianeta. Di sicuro c'è solo che la storia di quei granuli comincia dall'altra parte dell'oceano.

Fonte: L'Unione Sarda