Meduse in Sardegna: dieci specie nei nostri mari, ecco quali pungono davvero
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Meduse in Sardegna: dieci specie nei nostri mari, ecco quali pungono davvero

Voce di Sardegna
Voce di Sardegnalun 6 lug 2026 · 2 min di lettura

L'ARPAS ha pubblicato una guida che raccoglie cinque anni di monitoraggi (2018-2023) sulle meduse dei mari sardi: dieci specie censite in sette aree costiere, con 361 avvistamenti totali. Dalla comunissima e innocua Barchetta di San Pietro alla temuta Medusa luminosa — la più urticante — fino alla "gigante" Polmone di mare e all'aliena Medusa a pois. Una piccola bussola per riconoscerle e sapere quali evitare prima del tuffo.

Quante sono, dove si nascondono e quali fanno male sul serio? A rispondere è l'ARPAS, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna, che ha raccolto in un opuscolo cinque anni di osservazioni in mare. Il risultato è una piccola guida — scientifica ma alla portata di tutti — perfetta da tenere a mente prima di un tuffo.

Cinque anni di monitoraggi, 361 avvistamenti

Il documento nasce all'interno del progetto Strategia Marina, il programma europeo che tiene sotto controllo la salute dei nostri mari. Tra il 2018 e il 2023 i tecnici dell'Agenzia hanno perlustrato sette aree costiere dell'Isola, registrando in tutto 361 avvistamenti riconducibili a dieci specie diverse di meduse. La zona con più segnalazioni è stata la Sardegna settentrionale, in particolare il tratto di mare di Porto Torres; il settore di Villasimius si è invece rivelato il più ricco, con ben sei specie differenti.

La più comune e la più temuta

A farla da padrona è la Barchetta di San Pietro (Velella velella), avvistata 114 volte, spesso in enormi flottiglie di oltre mille colonie sospinte dalle correnti primaverili: riconoscibile dalla piccola "vela" azzurra, è del tutto innocua e provoca al massimo un leggero pizzicore. Ben diversa la reputazione della Medusa luminosa (Pelagia noctiluca), indicata dall'ARPAS come la più urticante dei mari sardi: con 164 individui osservati, soprattutto tra Alghero e Porto Torres, è la specie a cui prestare più attenzione. I suoi tentacoli possono raggiungere i due metri e il contatto, pur non causando gravi ustioni, risulta molto doloroso.

La gigante e l'ospite indesiderata

Tra le protagoniste c'è anche il Polmone di mare (Rhizostoma pulmo), una delle meduse più grandi del Mediterraneo: l'ombrella può superare il metro di diametro e l'animale sfiorare i dieci chili di peso. Nonostante la mole, è considerata poco urticante. Desta più preoccupazione la Medusa a pois (Phyllorhiza punctata), originaria del Pacifico: è l'unica specie aliena confermata durante i monitoraggi, i suoi avvistamenti sono in aumento nei porti di Olbia e Cagliari e la sua presenza rappresenta una minaccia per la biodiversità e per la pesca, perché ingerisce grandi quantità di uova e plancton e intasa le reti.

Sentinelle del mare

Al di là del timore che suscitano tra i bagnanti, le meduse sono preziose indicatrici dello stato di salute del mare: la loro presenza e distribuzione segnalano cambiamenti di temperatura, eccessi di nutrienti o la scomparsa dei predatori naturali. Conoscerle, insomma, non serve solo a evitare una brutta sorpresa sotto l'ombrellone, ma anche a leggere meglio l'equilibrio — sempre più fragile — del Mediterraneo.

Fonti: ARPAS, opuscolo «Le meduse in Sardegna. Bioecologia e distribuzione delle specie avvistate durante i monitoraggi della Strategia Marina», a cura del naturalista Giacomo Frau, marzo 2025 — Regione Autonoma della Sardegna; SardegnaArpa.