Le maschere da snorkeling "full face" sono comodissime, ma il Ministero della Salute lancia l'allarme per i più piccoli: al loro interno può accumularsi anidride carbonica, con il rischio di perdita di coscienza e annegamento. Il professor Marco Piastra del Gemelli spiega perché i bambini sono più vulnerabili, quali segnali cogliere e perché questi dispositivi vanno evitati sotto i 6 anni e i 25 kg di peso.
Maschere da snorkeling "full face", l'insidia nascosta per i bambini: l'allerta del Ministero
Respirare liberamente con naso e bocca sott'acqua, senza la scomodità del boccaglio: è la promessa che ha reso le maschere da snorkeling "full face" un accessorio da spiaggia amatissimo, soprattutto tra i più piccoli. Proprio dietro questa comodità, però, si nasconde un rischio poco conosciuto: l'accumulo di anidride carbonica all'interno della maschera, con conseguenze che nei casi più gravi possono arrivare alla perdita di coscienza e all'annegamento.
Dopo l'allerta del Ministero della Salute — che richiama un avviso europeo del sistema Safety Gate (nato nel 2023 in seguito a un caso mortale) e alcuni casi clinici segnalati dall'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste — abbiamo raccolto i chiarimenti del professor Marco Piastra, Direttore della Terapia Intensiva Pediatrica del Policlinico Gemelli-Università Cattolica di Roma.
"Un rischio potenzialmente grave nei più piccoli"
Il Ministero parla di rischio potenzialmente grave. Nel centro guidato da Piastra non si sono registrati casi gravi recenti, ma il livello di attenzione, spiega, deve restare alto. La conferma arriva dallo studio del Burlo Garofolo pubblicato nel 2025: tre bambini sotto i sei anni — una bimba di cinque, uno di quasi sei e uno di quattro — sono stati ricoverati dopo un principio di annegamento durante brevi immersioni. Uno è arrivato all'arresto cardiaco. Tutti, per fortuna, sono sopravvissuti.
Perché i bambini sono più vulnerabili
La ragione, spiega Piastra, è essenzialmente fisica. Nei bambini il volume corrente — l'aria che entra ed esce a ogni singolo respiro — è proporzionale al peso: circa 10 ml per chilo, quindi appena 100 ml in un bimbo di 10 kg. La maschera integrale è una piccola camera d'aria in cui il ricambio avviene solo attraverso il boccaglio superiore. Se il bambino non riesce a muovere abbastanza aria, respira di nuovo quella già espirata, con progressivo aumento dell'anidride carbonica nel sangue. È la cosiddetta ipercapnia, che può sfociare in carbonarcosi: sonnolenza, perdita di reattività e, in acqua, il rischio concreto di perdere coscienza e annegare.
I segnali d'allarme da non sottovalutare
Il primo campanello, avverte l'esperto, è un bambino che diventa ansioso e accelera il respiro mentre usa la maschera. Vanno tenuti d'occhio anche una reattività ridotta, uno stato lievemente confusionale o un mal di testa improvviso, prima che il quadro neurologico peggiori.
Come scegliere e usare la maschera in sicurezza
Molte famiglie hanno già acquistato questi dispositivi. La regola, secondo Piastra, è affidarsi alle istruzioni del costruttore e alla presenza del marchio CE: dove è indicato il divieto di utilizzo sotto il peso limite (25 kg) le maschere non vanno usate. Resta comunque necessaria una stretta sorveglianza di ogni bambino, anche più pesante, fino ad almeno 40 kg.
Cosa fare in caso di malore
Se un bambino accusa un malore in acqua, va subito portato fuori e la maschera va rimossa immediatamente. In assenza di respiro, anche chi non è personale sanitario deve praticare la rianimazione secondo il Pediatric Basic Life Support. In un piccolo con coscienza ridotta non va mai indotto il vomito con manovre sulle vie aeree. Se invece respira, va messo in posizione laterale di sicurezza in attesa dei soccorsi.
Fonti: intervista al prof. Marco Piastra (Il Fatto Quotidiano); Ministero della Salute; allerta europea Safety Gate (2023); studio IRCCS Burlo Garofolo di Trieste (2025).