La "pandemia dei volantini ChatGPT": come l'AI sta rendendo tutto uguale
Sardegna

La "pandemia dei volantini ChatGPT": come l'AI sta rendendo tutto uguale

Voce di Sardegna
Voce di Sardegnaven 10 lug 2026 · 2 min di lettura

I volantini generati con ChatGPT sono ovunque: stesso testo sgargiante su sfondo scuro, stesse icone, stesse frecce. Il giornalista Jason Koebler, su 404 Media, ha ribattezzato il fenomeno "pandemia dei volantini ChatGPT". Designer e piccoli imprenditori insorgono: usare il template di default rende ogni marchio identico agli altri — e il pubblico se ne accorge.

Una volta che li noti, non riesci più a smettere di vederli. Volantini per lezioni di surf, feste in spiaggia, svuotacantine, raccolte fondi, aperitivi al bar: sempre lo stesso stile, sempre la stessa "mano". È il fenomeno che il giornalista Jason Koebler, su 404 Media, ha ribattezzato la "pandemia dei volantini ChatGPT".

Un unico stile che invade il mondo (reale e digitale)

Il reporter racconta di aver iniziato a riconoscerli ovunque: su un cavalletto vicino casa, tra le storie Instagram, sugli inviti alle feste. Ha visto pubblicità disegnate dall'AI per consegne a Berlino, feste per i Mondiali in Francia, servizi di sgombero negli Stati Uniti e raccolte fondi in Texas. Segni, cartelli e manifesti generati con l'intelligenza artificiale hanno invaso prima i social e poi, sempre di più, la vita reale: strade, vetrine, bacheche.

La "ricetta" grafica sempre identica

Lo schema è quasi sempre lo stesso: testo grande e sgargiante su sfondo scuro, un'immagine generata o ritoccata dall'AI, un riquadro con icone generiche in elenco puntato, linee che partono dal testo per "enfatizzare", parole in grassetto o sottolineate e una pioggia di frecce e spunte sparse a caso. Tutti diversi nei contenuti, tutti indistinguibili nell'aspetto.

La rivolta di designer e piccoli imprenditori

Il tema è esploso tra grafici, musicisti, gestori di locali e piccoli imprenditori che tengono al proprio marchio. Un post diventato virale su Threads chiedeva provocatoriamente se qualcuno avrebbe mai "affrontato" questa epidemia di volantini. Una parodia molto condivisa, firmata Jill Oliver, recitava: "Il tuo volantino sembra spazzatura. Se questo è il tuo volantino, non vengo, non dono, non condivido. Non chiedermelo".

Perché conta per chi fa impresa

Il punto sollevato dagli osservatori è semplice: oggi un volantino non comunica più solo data, luogo e prezzo, ma anche quanto impegno ci hai messo. Quando un template diventa immediatamente riconoscibile come "output di default di ChatGPT", usarlo finisce per suonare come una foto stock palesemente finta su un sito aziendale: il pubblico se ne accorge e l'associazione non è lusinghiera. Come sintetizza 404 Media, "potresti avere la sensazione di risparmiare tempo e denaro, ma stai lentamente trasformando il tuo brand in qualcosa di generico, uguale a tutti gli altri".

Va detto, per onestà: si tratta di un'osservazione della comunità del design, non di uno studio. Non ci sono numeri su quanto realmente calino partecipazione o vendite quando un volantino "sa di AI", né è chiaro se il malcontento superi i confini degli ambienti più attenti alla grafica.

Fonte: Jason Koebler, "We Are Living in a 'ChatGPT Flyer Pandemic'", 404 Media, 8 luglio 2026.