Petrolio iraniano, gli USA tolgono le sanzioni per 60 giorni: cosa cambia davvero
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Petrolio iraniano, gli USA tolgono le sanzioni per 60 giorni: cosa cambia davvero

Voce di Sardegna
Voce di Sardegnamar 23 giu 2026 · 3 min di lettura

Gli Stati Uniti hanno autorizzato per 60 giorni la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano, con una licenza generale del Tesoro che scade il 21 agosto. È una svolta dopo decenni di sanzioni, legata ai negoziati in corso in Svizzera e agli impegni di Teheran su Hormuz e ispettori nucleari. Resta da capire quanto sarà ampia: tutto dipende dai dettagli tecnici e dalle sanzioni secondarie.

Petrolio iraniano, gli USA tolgono le sanzioni per 60 giorni: cosa cambia davvero

Per la prima volta dopo decenni, gli Stati Uniti aprono di nuovo la porta al greggio iraniano. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato una licenza generale temporanea che autorizza «la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano». La misura ha però una scadenza precisa: vale 60 giorni e decade il 21 agosto, salvo rinnovo.

Perché è una svolta

Le sanzioni sul petrolio sono state per anni l'arma economica più affilata di Washington contro Teheran. Inasprite a più riprese e rese ancora più dure dopo l'uscita americana dall'accordo sul nucleare del 2015, avevano di fatto tagliato fuori il settore energetico iraniano dal sistema finanziario globale, rendendo complicatissimo sia vendere il greggio sia incassarne i pagamenti.

Una licenza generale è una cosa diversa dalle deroghe del passato. Non è il classico "occhio chiuso" su qualche esportazione verso Paesi terzi, soprattutto la Cina, ma un'autorizzazione preventiva valida per un'intera categoria di operazioni. In pratica abbatte i rischi legali per armatori, assicuratori, banche, intermediari e acquirenti. L'editorialista energetico di Bloomberg Javier Blas ha scritto che il provvedimento «di fatto cancella oltre quarant'anni di sanzioni petrolifere americane contro l'Iran» e consente perfino ai raffinatori statunitensi di importare greggio iraniano pagandolo in dollari, scenario fino a ieri impensabile. Bloomberg, in un suo articolo, parla del primo accesso del petrolio iraniano al mercato USA negli ultimi 35 anni.

Il contesto: il negoziato in Svizzera

L'apertura si inserisce nei colloqui in corso tra Stati Uniti e Iran in Svizzera. Bessent ha legato la decisione a due impegni di Teheran: garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e riaprire le porte agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA). Secondo le ricostruzioni, la mossa attua un memorandum d'intesa firmato la settimana scorsa tra Washington e Teheran, che prevedeva l'emissione immediata di deroghe sull'export petrolifero in attesa di un accordo definitivo. In sostanza, l'amministrazione Trump allenta la presa sul comparto più strategico dell'economia iraniana in cambio di garanzie su sicurezza energetica e controllo del programma nucleare.

Quanto è ampia davvero la misura

Il nodo resta la portata concreta. La licenza dura solo 60 giorni e il suo peso reale dipenderà dai dettagli tecnici pubblicati dal Tesoro. Il punto chiave è se l'autorizzazione comprenderà anche le cosiddette sanzioni secondarie, quelle che colpiscono i soggetti non statunitensi che commerciano con l'Iran: in quel caso l'effetto sarebbe immediato e consistente. In caso contrario, l'apertura risulterebbe più contenuta. Va ricordato che la licenza non riguarda le operazioni che coinvolgono Corea del Nord e Cuba, che restano sotto stretto regime sanzionatorio.

La voce di Teheran

In un messaggio su X, l'ambasciata iraniana a Roma ha minimizzato la portata della concessione, definendola non un favore ma un impegno già assunto dagli Stati Uniti nell'ambito dell'intesa raggiunta. Per la rappresentanza diplomatica, l'accesso alle risorse finanziarie e la vendita di petrolio sono «un diritto inalienabile del popolo iraniano, ingiustamente violato», e la fine di quello che definisce «saccheggio economico» sarebbe una condizione necessaria per la stabilità dei mercati energetici.

Fonti: dichiarazioni del Segretario al Tesoro Scott Bessent (post su X); CNBC; The Hill; Bloomberg; Washington Times; ANI; post su X di Javier Blas (Bloomberg); messaggio dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran a Roma su X.