Hacker trasformano i freezer dei supermercati in forni: l’attacco arriva anche in Sicilia
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Hacker trasformano i freezer dei supermercati in forni: l’attacco arriva anche in Sicilia

Voce di Sardegna
Voce di Sardegnamar 3 nov 2026 · 3 min di lettura

Dopo la Francia, gli attacchi hacker ai frigoriferi dei supermercati si allargano all’Europa: banchi frigo e freezer sono arrivati fino a 50 gradi in Belgio, Svezia, Paesi Bassi e altri Paesi. In Sicilia sono state colpite alcune Coop di Catania e Palermo. Palazzo Chigi ha convocato un vertice e il Copasir ascolterà i vertici di intelligence e cybersicurezza.

Hacker trasformano i freezer dei supermercati in forni: l'attacco arriva anche in Sicilia

Prima la Francia, ora mezza Europa. Gli attacchi informatici contro gli impianti di refrigerazione dei supermercati si stanno allargando e hanno raggiunto anche l'Italia. Nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre, in diversi Paesi, banchi frigo e congelatori sono stati manomessi a distanza. In alcuni casi le temperature sono salite fino a 50 gradi sopra lo zero. Il copione è quello già visto il 12 ottobre oltralpe, quando furono colpiti centinaia di punti vendita.

Dalla Svezia al Belgio: freezer svuotati e cibo da buttare

Le prime segnalazioni sono arrivate da Belgio, Svezia, Lussemburgo, Estonia, Paesi Bassi, Irlanda e Finlandia. La scoperta è avvenuta all'apertura dei negozi, quando i banchi refrigerati erano ormai caldi. «Stiamo svuotando i congelatori, non possiamo fare molto altro», ha raccontato all'emittente pubblica SVT Dennis Vidal, responsabile di un supermercato colpito nel sud della Svezia. «Stanno tornando freddi, ma ormai la merce è da buttare».

In Belgio Delhaize ha confermato un «incidente informatico» in circa quaranta punti vendita, tra Fiandre e Vallonia. Precauzioni anche in un magazzino Ikea a Mons. Secondo le prime ricostruzioni, gli hacker hanno attivato da remoto la modalità di sbrinamento degli impianti, portando la temperatura oltre i limiti di legge. Il timore è che in tutto il continente vadano perse tonnellate di alimenti.

Italia: Coop nel mirino a Catania e Palermo

Anche la Sicilia è stata colpita. Almeno quattro supermercati Coop della rete Radenza, tre a Catania e uno a Palermo, hanno registrato sbalzi di temperatura nei banchi frigo, con prodotti deteriorati. Secondo alcune fonti del settore, i punti vendita coinvolti nell'isola potrebbero essere una decina. L'azienda, per ora, parla di problemi «di sospetta natura informatica». La Polizia Postale indaga per capire se ci siano legami con gli episodi negli altri Paesi europei.

Il caso è arrivato a Palazzo Chigi. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha coordinato un vertice con il ministro Francesco Lollobrigida, i vertici dell'intelligence e quelli dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Dal governo è arrivato un messaggio rassicurante: «Non esiste alcun allarme, ma permane l'attenzione». Si muove anche il Copasir, che ascolterà il direttore dell'AISI Bruno Valensise e il direttore generale dell'ACN Andrea Quacivi.

Bruxelles: «Profondamente preoccupante»

Il commissario europeo all'Agricoltura Christophe Hansen ha definito «profondamente preoccupante» il ripetersi degli attacchi. Ha precisato però che al momento la sicurezza alimentare non è a rischio, a differenza dello spreco e dei danni per le imprese, che sono reali. In Francia l'Agenzia nazionale per la cybersicurezza ha rinnovato l'invito a supermercati, logistica alimentare e refrigerazione industriale ad applicare le misure di protezione già raccomandate. In Italia l'ACN aveva diffuso un bollettino simile già il 13 ottobre: cambiare le password predefinite, proteggere gli accessi remoti, controllare le impostazioni degli impianti.

Chi c'è dietro? Il nodo degli impianti vecchi

Finora nessuno ha rivendicato gli attacchi, ma pochi dubitano che siano coordinati. Restano da chiarire chi li abbia ordinati e come abbiano operato gli autori. Dalle prime analisi emerge però un punto in comune: il tema degli aggiornamenti. I sistemi presi di mira sarebbero soprattutto modelli datati o poco protetti, come quelli collegati alla rete 4G anziché al 5G. Dopo i casi francesi, anche il produttore danese Danfoss aveva spiegato che gran parte dei dispositivi compromessi erano prodotti vecchi, non più aggiornati.

Fonti: Sky TG24, Open, Alanews, ANSA, BlogSicilia, Associated Press, SVT.