Cagliari, prima somministrazione in Sardegna del nuovo farmaco anti-Alzheimer
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Cagliari, prima somministrazione in Sardegna del nuovo farmaco anti-Alzheimer

Voce di Sardegna
Voce di Sardegnamar 30 giu 2026 · 2 min di lettura

Al Policlinico Duilio Casula di Cagliari è stata effettuata la prima infusione in Sardegna del Donanemab, anticorpo monoclonale che rallenta il declino cognitivo nelle fasi iniziali dell'Alzheimer. Il trattamento, gestito dal Centro Disturbi Cognitivi e Demenze, è stato possibile grazie a un percorso diagnostico multidisciplinare e somministrato in "uso compassionevole", in attesa della decisione sulla rimborsabilità da parte dell'AIFA. Insieme al Lecanemab, è la prima terapia approvata in grado di agire sui meccanismi della malattia e non solo sui sintomi.

Per la prima volta in Sardegna è stato somministrato il Donanemab, l'anticorpo monoclonale che rallenta il declino cognitivo nelle fasi iniziali della malattia di Alzheimer. È accaduto al Policlinico Duilio Casula di Cagliari, nel Day Hospital di Neurologia diretto dalla professoressa Monica Puligheddu.

A occuparsi del trattamento è stata l'équipe del Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), coordinata dal dottor Gianluca Floris e dalla dottoressa Laura Fadda. L'intervento è stato reso possibile dal percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) aziendale, che mette al lavoro un team multidisciplinare composto da Neurologia, Radiologia, Laboratorio Analisi e Farmacia ospedaliera.

Due nuovi farmaci che cambiano l'approccio alla malattia

«Negli ultimi anni sono stati approvati due nuovi farmaci per la malattia di Alzheimer, il Donanemab e il Lecanemab, prima in vari Paesi del mondo e nel 2025 anche dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA)», spiega la professoressa Puligheddu. Si tratta di anticorpi monoclonali che agiscono sull'amiloide, il frammento proteico che si accumula nel cervello già nelle prime fasi della patologia.

La novità è sostanziale: per la prima volta una terapia approvata non si limita a contenere i sintomi, ma interviene sui meccanismi alla base della malattia, rallentandone il decorso. La progressione, va precisato, non viene comunque arrestata in via definitiva.

Solo nelle fasi iniziali e dopo una diagnosi di precisione

«Il Donanemab e il Lecanemab possono essere somministrati solo nelle forme iniziali della malattia e dopo una diagnostica di precisione, basata su tecniche di laboratorio e di imaging avanzate», sottolinea il dottor Floris, referente del CDCD. La selezione dei pazienti è rigorosa, la somministrazione avviene esclusivamente in ospedale e prevede controlli periodici. Da qui l'importanza dell'approccio multidisciplinare garantito dal PDTA dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, che assicura un percorso altamente specialistico in condizioni di massima sicurezza.

Cos'è l'uso compassionevole

Il Donanemab a Cagliari è stato somministrato in regime di "uso compassionevole". Pur avendo ricevuto l'autorizzazione dell'agenzia regolatoria italiana, il farmaco è infatti ancora in attesa della decisione sulla rimborsabilità. L'uso compassionevole consente l'accesso gratuito alla terapia, fornita direttamente dal produttore, prima che l'AIFA ne autorizzi la commercializzazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Il CDCD, afferente alla Neurologia dell'AOU di Cagliari, si occupa dell'inquadramento e del trattamento di tutte le forme di deterioramento cognitivo acquisito dell'adulto: oltre all'Alzheimer, anche la demenza frontotemporale, quella a corpi di Lewy e la demenza vascolare. «Il Centro è aperto alle continue novità che stanno emergendo in questo ambito, sul fronte della ricerca e delle nuove possibilità diagnostiche e terapeutiche», conclude Floris.

Fonti: comunicato AOU di Cagliari – Policlinico Duilio Casula (l.on); Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), autorizzazioni Leqembi/lecanemab e Kisunla/donanemab 2025; SIF Magazine – Società Italiana di Farmacologia; The Lancet Regional Health – Europe (2026).