Nel 2024 la popolazione scende a 120.497 residenti, quasi cinquemila in meno in cinque anni. Il saldo naturale è negativo, ma l’immigrazione straniera, soprattutto nel Centro storico, attenua il declino.
Sassari sta attraversando una forte crisi demografica: nel 2024 i residenti sono scesi a 120.497, quasi cinquemila in meno rispetto a cinque anni fa, e se il trend continuerà, la città potrebbe scendere sotto i 100mila abitanti entro il 2042. È quanto emerge dal rapporto curato da Giuseppe Medda, responsabile del Servizio statistica e controllo di gestione del Comune, presentato nella Prima commissione consiliare. L’unico elemento che rallenta la perdita di popolazione è l’immigrazione straniera, particolarmente evidente nel Centro storico, dove gli stranieri rappresentano il 25,3% dei residenti, compensando un saldo naturale fortemente negativo: 804 nascite contro 1.422 decessi. Il calo interessa sia il centro che le periferie e risulta ancora più grave nelle borgate, molte delle quali rischiano di spopolarsi del tutto. Il presidente della commissione, Stefano Manai, ha sottolineato come il problema sia legato alla mancanza di servizi diffusi: meno bambini nascono, i giovani se ne vanno e le frazioni si svuotano. Secondo Manai serve una strategia concreta che punti su digitalizzazione, mobilità, servizi di prossimità, connessioni internet veloci, spazi di coworking, incubatori, trasporti efficienti e accesso a scuola e sanità, per costruire una Sassari policentrica dove vivere fuori dal centro non significhi essere isolati. Anche l’assessore alla Transizione digitale e innovazione, Giuseppe Masala, ha commentato i dati, affermando che l’amministrazione non può restare ferma di fronte a numeri così preoccupanti. Tra le misure in corso, ha citato politiche per rendere la città più attrattiva per giovani coppie e famiglie, con case accessibili e servizi per l’infanzia potenziati, la valorizzazione del Centro storico come modello di rinascita e investimenti in innovazione e digitalizzazione per favorire la nascita di nuove imprese e posti di lavoro qualificati, capaci di trattenere i giovani. Masala ha evidenziato che la transizione digitale non è solo una questione tecnologica, ma uno strumento per rendere la città più vivibile, efficiente e competitiva, e che la componente multiculturale, con il 25% di stranieri nel Centro storico, rappresenta una risorsa preziosa per il rilancio economico e demografico. Entrando nel dettaglio dei quartieri, il Centro storico–Santa Maria si conferma l’area più vivace, con 9.072 residenti, 107 in più rispetto all’anno precedente, e un quarto della popolazione di origine straniera. L’arrivo di famiglie dall’estero ha contribuito a ridare vita al cuore della città, con un saldo migratorio positivo che compensa la bassa natalità. Le comunità più numerose sono quelle di Senegal, Romania, Nigeria, Cina e Ucraina, che insieme costituiscono oltre la metà degli stranieri residenti. La loro presenza rende il quartiere più giovane e dinamico, ma richiede un costante impegno sul fronte dell’integrazione e dei servizi. Leggeri incrementi si registrano anche nelle zone di viale Italia–via Napoli, con 8.862 abitanti, e nell’area Ottocentesca–San Giuseppe, con 5.134 residenti. Stabili i grandi quartieri come Sacro Cuore–Monterosello, con 13.704 abitanti, e Latte Dolce–Santa Maria di Pisa, con 7.874. Al contrario, calano le zone semicentrali e periferiche: via Oriani–Prunizzedda scende a 10.939 abitanti, Luna e Sole–Monte Bianchinu a 7.810, Carbonazzi a 5.666 e Monserrato–Rosselli a 3.935. Anche le aree più esterne registrano segni negativi, con San Giovanni–Villa Gorizia a 5.289 abitanti, Sant’Orsola–Zuari a 6.764 e Sassari 2–San Camillo a 6.849. Nelle zone di Ottava–Badde Longa si contano 4.037 residenti, mentre Piandanna–Gioscari non arriva a duemila. Nella zona industriale di viale Porto Torres–Predda Niedda vivono poco meno di 1.900 persone. Le borgate sono le più colpite dallo spopolamento: Ottava resta la più popolosa con 2.304 residenti, seguita da San Giovanni con 2.969 e Bancali con 1.343. Le altre località della Nurra e delle campagne mostrano dati ancora più bassi: Palmadula ha 338 abitanti, La Landrigga 348, La Corte 136, Rumanedda 329, mentre nuclei come Canaglia, Baratz e La Muntagna non superano i venti residenti. Complessivamente, borgate e case sparse contano appena 3.420 abitanti, un numero che testimonia la crescente difficoltà delle aree rurali nel trattenere giovani e famiglie.