Crisi demografica in Italia: nascite ai minimi storici e pensioni sempre più lontane
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Crisi demografica in Italia: nascite ai minimi storici e pensioni sempre più lontane

Voce di Sardegna
Voce di Sardegnamer 22 ott 2025 · 3 min di lettura

Nel 2024 le nascite calano ancora, con meno di 370mila nuovi nati e un’età media delle madri in aumento. L’Istat prevede un progressivo innalzamento dell’età pensionabile e una popolazione sempre più anziana, mentre la natalità resta ai livelli più bassi di sempre.

ChatGPT ha detto: L’Italia continua ad affrontare una crisi demografica che non mostra segni di rallentamento. Nel 2024 sono venuti al mondo 369.944 bambini, un calo del 2,6% rispetto all’anno precedente, pari a quasi 10mila nascite in meno. I dati provvisori del periodo gennaio-luglio 2025 indicano un ulteriore peggioramento, con circa 13mila nati in meno rispetto allo stesso intervallo del 2024. Le regioni che registrano il calo più marcato sono Abruzzo (-10,2%) e Sardegna (-10,1%), mentre Valle d’Aosta (+5,5%), Bolzano (+1,9%) e Trento (+0,6%) mostrano un lieve aumento. In generale, le donne italiane diventano madri sempre più tardi, e questa tendenza si riflette su tutta la società: con sempre meno giovani a sostenere il sistema previdenziale, l’età pensionabile continuerà ad aumentare. Secondo le proiezioni dell’Istat e della Ragioneria Generale dello Stato, il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia salirà a 68 anni e 11 mesi nel 2050 e raggiungerà i 70 anni nel 2067. Marco Furfaro, del Partito Democratico, accusa il governo Meloni di parlare spesso di “famiglia” e “natalità” senza però adottare misure concrete a sostegno di chi desidera avere figli, mentre Gigi De Palo, presidente della Fondazione per la Natalità, avverte che questo andamento mette in pericolo la stabilità economica e sociale del Paese. La senatrice di Italia Viva, Raffaella Paita, definisce la situazione “drammatica” e critica l’assenza di politiche familiari efficaci dopo tre anni di governo. Il tasso di fecondità medio è sceso a 1,18 figli per donna, contro l’1,20 dell’anno precedente, sotto il minimo storico di 1,19 del 1995 e lontano dal picco di 1,44 raggiunto nel 2010. La diminuzione riguarda sia le donne italiane, che nel 2024 hanno avuto in media 1,11 figli, sia le straniere, che pur mantenendo un valore più alto (1,79) registrano un calo rispetto al 2023 (1,82) e in modo ancor più significativo rispetto al 2010 (2,31). L’età media delle madri al momento del parto è salita a 32,6 anni, con un aumento di quasi tre anni rispetto al 1995; per il primo figlio, si sfiora ormai la soglia dei 32 anni. Questo ritardo nella maternità è strettamente legato a fattori economici e sociali: percorsi di studio più lunghi, precarietà lavorativa e difficoltà ad accedere a un’abitazione autonoma spingono i giovani a rimandare l’uscita dalla famiglia d’origine e, di conseguenza, la scelta di avere figli. Parallelamente, cresce la partecipazione degli anziani al mercato del lavoro: secondo le stime dell’Istat, nel 2050 il tasso di attività tra i 65 e i 74 anni salirà al 16%, rispetto all’11% del 2024. La quota di persone con almeno 65 anni passerà dal 24,3% al 34,6%, mentre quella tra i 15 e i 64 anni scenderà dal 63,5% al 54,3%. La speranza di vita continuerà ad aumentare, raggiungendo nel 2050 gli 84,3 anni per gli uomini e gli 87,8 per le donne, con un generale miglioramento delle condizioni di salute. Sul fronte delle nascite, diminuiscono anche i figli di coppie non sposate, che nel 2024 sono stati 159.671 (-0,8% rispetto al 2023), mentre i nati da coppie coniugate sono stati 210.273 (-4%). Tuttavia, la quota percentuale di figli nati fuori dal matrimonio continua a crescere, attestandosi al 43,2% del totale, in aumento rispetto al 2023 e di oltre 23 punti rispetto al 2008. La maggior parte di questi bambini nasce da genitori che non si sono mai sposati, la cui incidenza è salita dal 35,9% al 36,9%, mentre diminuiscono leggermente le nascite da coppie con almeno un genitore divorziato o vedovo. Il Centro Italia guida la classifica con quasi la metà delle nascite da coppie non coniugate (49,6%), seguito dal Nord (42,8%) e dal Sud, che pur restando più basso (40,3%) mostra un aumento dell’1,8%. Tra le madri più giovani, sotto i 24 anni, il 57,3% dei bambini nasce da genitori non sposati, contro il 38,5% nella fascia 25-34 anni e il 30,2% oltre i 34 anni. Infine, si osserva un incremento nell’adozione del doppio cognome paterno e materno: nel 2024 questa scelta riguarda il 6,7% dei nuovi nati, in forte aumento rispetto al 2020, con una maggiore diffusione nelle regioni del Centro-Nord, dove la percentuale supera l’8%.