La falsa era glaciale: come è nata e perché non è una previsione scientifica attendibile
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La falsa era glaciale: come è nata e perché non è una previsione scientifica attendibile

Voce di Sardegna
Voce di Sardegnamar 7 ott 2025 · 2 min di lettura

Una conferenza scientifica è stata fraintesa, generando allarmismo su una nuova era glaciale mai annunciata da fonti ufficiali.

La notizia ha rapidamente invaso il Web e molti giornalisti e divulgatori l’hanno rilanciata senza verificarne la fonte, finendo per diffonderla su giornali nazionali, reti televisive e persino siti scientifici autorevoli. Anche noi l’avevamo notata, ma dopo averne valutato la scarsa attendibilità, avevamo scelto di non parlarne. Ora però è necessario fare chiarezza. Si è parlato di una presunta “mini era glaciale” causata da una fase dormiente del Sole, secondo una ricerca attribuita al Met Office, l’ente meteorologico britannico. In realtà, non esiste alcun comunicato recente del Met su questo tema, anche se in passato ha pubblicato studi sull’attività solare. La vera origine della notizia è una conferenza tenuta da Valentina Zharkova della Northumbria University, durante il National Astronomy Meeting di luglio, dove ha presentato uno studio pubblicato sull’Astrophysical Journal. Il suo lavoro analizza l’andamento dei cicli solari, che mediamente durano undici anni, e prevede che nei prossimi decenni l’attività del Sole sarà ancora più debole rispetto al passato. Secondo Zharkova, entro il 2030 l’attività solare potrebbe ridursi del 60% rispetto alla media. Da qui è nata la confusione: molti hanno interpretato quella percentuale come una diminuzione del 60% della capacità del Sole di riscaldare la Terra, ipotizzando scenari catastrofici. Ma non è così. Una riduzione dell’attività solare non equivale a un drastico calo della temperatura terrestre, perché il Sole non emette solo calore, ma è coinvolto in una serie di fenomeni complessi. Zharkova, nel suo intervento, non ha mai parlato di cambiamenti climatici, e chi ha collegato la sua ricerca al riscaldamento globale ha commesso un errore grave, soprattutto su un tema che richiede precisione e responsabilità. In seguito al clamore mediatico, la ricercatrice ha chiarito che la riduzione dell’attività solare potrebbe ricordare quella avvenuta intorno al 1600, durante il cosiddetto “minimo di Mauder”, un periodo di circa 50-60 anni caratterizzato da inverni rigidi nell’emisfero nord. Tuttavia, anche allora non si trattò di una vera era glaciale in senso geologico. Secondo le sue previsioni, il prossimo minimo solare dovrebbe durare circa 30 anni, pari a tre cicli solari, e poi il Sole dovrebbe tornare ai livelli precedenti. Questa ipotesi, peraltro, era già stata avanzata dalla NASA e da altri enti scientifici anni fa, quando si osservò un rallentamento dell’attività solare. Ma come sappiamo, le previsioni a lungo termine su fenomeni complessi come il clima e la sua interazione con il Sole sono sempre incerte. E il 2030, tutto sommato, non è poi così lontano.