Dopo sei anni di attese, il Comune di Milano ha ceduto l’area di San Siro a Inter e Milan per 197 milioni di euro. Entro il 10 novembre i club dovranno perfezionare l’acquisto per evitare il vincolo della Soprintendenza. Il Meazza ospiterà ancora le due squadre e la cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2026, mentre i lavori del nuovo impianto partiranno nel 2027 con obiettivo inaugurazione nel 2031. La demolizione dello storico stadio avverrà tra il 2031 e il 2032, in tempo – si spera – per ospitare gli Europei di calcio.
Sono trascorsi sei anni da quando Inter e Milan presentarono per la prima volta i progetti di un nuovo stadio, ma ora è arrivato il punto di svolta tanto atteso dai fondi statunitensi Oaktree e Redbird, proprietari dei due club: nelle prime ore di martedì 30 settembre 2025 il Consiglio comunale di Milano ha approvato la delibera con cui viene ceduta ai due club l’intera area di San Siro, comprensiva del Meazza, per 197 milioni di euro. Da questo momento può quindi partire l’enorme operazione immobiliare privata immaginata dai fondi americani, ma il primo vero scoglio riguarda le tempistiche: l’atto notarile che sancirà ufficialmente la compravendita dei 280mila metri quadrati (al prezzo di circa 440 euro a metro quadro) dovrà essere perfezionato entro poco più di un mese, cioè prima del 10 novembre, quando scatterebbe il vincolo della Soprintendenza sul secondo anello. Se si oltrepassasse questa data, lo stadio Meazza non potrebbe più essere demolito. La contraddizione è che, anche una volta rispettata la scadenza, il vecchio impianto, giudicato obsoleto e abbandonato dai club, resterà comunque operativo ancora a lungo: la sua demolizione comincerà soltanto dopo la costruzione del nuovo stadio, permettendo così a Inter e Milan di giocare ancora al Meazza fino alla consegna del nuovo impianto. I lavori prenderanno avvio nel 2027, subito dopo che San Siro avrà ospitato la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, sempre che nel frattempo eventuali ricorsi da parte dei comitati contrari o possibili indagini della Corte dei Conti e della Procura di Milano non blocchino l’iter. In assenza di imprevisti, l’inaugurazione del nuovo stadio è fissata per il 2031, mentre in parallelo verrà sviluppata la parte immobiliare più redditizia del progetto: al posto del Meazza sorgeranno uffici, hotel, ristoranti, un museo e soprattutto un centro commerciale destinato a diventare il più grande d’Italia. Dal 2031 al 2032 si procederà con la demolizione dello stadio esistente, partendo dal tetto, passando per il terzo anello, poi il secondo e infine il primo, lasciando in piedi soltanto l’angolo sud-est con una porzione della tribuna arancio e della Curva Sud. L’ultima scadenza segnata in rosso è il 2032, anno degli Europei di calcio organizzati da Italia e Turchia, con l’obiettivo che il nuovo impianto milanese sia pronto a ospitare alcune partite, pena un clamoroso autogol organizzativo.